Quelli che… c’è una congiura contro il diesel

Tutto nasce dalla pregiudiziale convinzione che l’auto elettrica sia un colossale bluff, anche ecologico. Che produrre le batterie sia quanto di più inquinante. E che smaltire gli stessi accumulatori sarà un disastro per l’ambiente di proporzioni tali che neanche Chernobyl…La convinzione è avvalorata da improbabili studi che ogni tanto vengono pubblicati qua e là. Di recente si è parlato molto del confronto tra una Tesla Model 3 e una Mercedes turbodiesel, risolta a favore di quest’ultima dall’IFO, un centro-studi tedesco. Ma in precedenza c’era stata la ricerca (di cui poi si sono perse le tracce) dell’Istituto Motori-CNR di Napoli.
Tutta acqua al mulino di chi crede al complotto. E si diffonde l’atteggiamento con cui tanti si pongono nei confronti dell’imminente cambio della tecnologia di trasmissione dei https://jobitel.com programmi televisivi. Ovvero: è tutto un trucco per obbligarci a cambiare tivù. Idem con patate per la la macchina elettrica. Con l’aggiunta di far passare gli incentivi per l’elettrico come un balzello da far pagare ai poveri per soddisfare i capricci dei ricchi. Come se gli sconti per acquistare auto meno inquinanti non fossero più volte regolarmente esistiti anche in passato.
Quelli che…pensano che siano le Case auto a tirare i fili
Spiacenti di deludere, ma l’orrendo complotto, stile Savi di Sion, qui non c’è. E siamo in grado di portarne le prove. Primo: pensare a una manovra orchestrata dalle Case auto è demenziale. Ai costruttori lo status quo diesel-benzina andava di lusso. Macinavano profitti tenendo a velocità di crociera gli investimenti sui nuovi modelli. Un affinamento del motore, un nuovo look, e il gioco era fatto. L’elettrico è andato di traverso un po’ a tutti, costringendoli a spendere un sacco di soldi (oggi) per auto che, in numeri accettabili, si venderanno solo tra qualche anno. Forse. Il risultato è un continuo warning sul peggioramento dei risultati. E un continuo calo delle quotazioni di Borsa. Un colosso come Daimler-Mercedes, che ad aprile del 2015 sfiorava i 100 euro per azione (96 per la precisione), adesso fatica a tenere quota 50.
Il che significa dimezzare il capitale in mano agli azionisti.
L’ennesima bufala viene dalla Svizzera
Del resto si potrebbe scrivere un libro con tutte le fake news che vengono messe in giro ad arte per screditare la mobilità elettrica. E a cui sembra che la gente non veda l’ora di abboccare. L’ultima viene dalla Svizzera ed è una https://xjobs.org storiella davvero istruttiva. La società Gotthard FASTcharge-GOFAST recentemente ha aperto un grande centro di ricarica super-fast nella stazione di servizio di Würenlos. Come accumulatori sono state usate otto batterie provenienti da altrettante Nissan Leaf.